venerdì, maggio 18, 2007

A volte le parole non devono rimanere tra i denti.

...Non è veru c’amamu a Sicilia
si avemu a storia nto pugnu
e l’affucamu;
non è veru
si addumanu u focu
e l’astutamu
non è veru mancu
si stamu un ghiornu libiri
e pi cent’anni servi.
Non dumannamu pirdunu a storia
ora ca nni scurdamu
i martiri di tutti i tempi
ca misiru u coddu sutta a mannara
senza chianciri.....

.....Petri e fangu
Pi cu supporta a miseria,
petri e fangu
pi cu batti i manu e putenti
petri e fangu
pi cu non metti u coddu
nta furca da libirtà:
u dicu e siciliani,
e mi scatta u cori!......

Tratto da un cantico del poeta Ignazio Butitta.

Giusto per dare coraggio a molti che hanno scritto in questo blog dopo Cinisi.

Luca

13 Comments:

At 12:32 PM, Anonymous Rachela said...

IL PIU BELLO DEI MARI

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

- Nazim Hikmet

Un bacio al mio splendido amico

Ps : mi metti la traduzione della poesia?

 
At 12:39 PM, Anonymous il fastidio said...

U compari Ignazio Butitta!

Grande Grande Butitta.

Peccato che in queste elezioni mi è proprio cascata la m.....a

Rachela la traduzione rovinerebbe la poesia !

 
At 12:44 PM, Anonymous minnuleda said...

Ma matri avi a sua foto sua cu l'autografo origginale!

miiii emozioneee.

 
At 3:57 PM, Anonymous PaleMMMitana said...

Ignazio Buttitta.. un compagno..
conosco Carlo Puleo, il pittore che gli faceva d'autista, quanti anedotti mi ha raccontato di lui.. :)

ps: grazie luca ^^

 
At 4:56 PM, Anonymous Pau said...

Più che un compagno un grande poeta anarchico siciliano.
Uno tra l'altro che è pure emigrato a Milano come molti dei nostri padri.
Ma poi a differenza di loro è tornato in sicilia.

Ho visto uno spettacolo bellissimo su di lui al teatro Arsenale qui a Milano.

Da quando sei tornato da cinisi luca è tutta sicilia il blog :-)

 
At 9:16 PM, Blogger freesud said...

Complimenti x la scelta: una poesia bellissima ma soprattutto molto significativa in questo momento storico x i siciliani...

 
At 3:06 PM, Anonymous Ramones said...

Bella Bella Bella....

Ho guardato il link che hai sul blog....bellissime le poesie di Butitta.

 
At 5:41 PM, Anonymous la roby said...

bellissima!

Sono andata sul sito e ci sono tutte le traduzioni...
Veramente forte e chiaro Ignazio Butitta.

Palemmmitana ma veramente tu conoscevi? raccontaci un po'...

 
At 5:57 PM, Anonymous Kijasnja said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

 
At 6:00 PM, Anonymous Kiajasna said...

GIOCHI OGNI GIORNO...

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.


Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.


Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.

PABLO NERUDA

 
At 6:07 PM, Anonymous kiajasna said...

GIOCHI OGNI GIORNO...

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.


Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.


Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.

PABLO NERUDA

 
At 6:16 PM, Anonymous sahira said...

Io voglio qui cantare Demetra l’antica, la veneranda,
lei dalle belle chiome, e sua figlia Proserpina.
Ade, re degli inferi un giornò rapì la misera
Quando la madre sua guardava altrove.
Proserpina giocava, felice e ignara, con le amiche ninfe
Coglieva fiori, rose ed iridi e giacinti.
Sul prato fiorito vide un narciso meraviglioso che
Sbocciava con cento fiori sullo stesso stelo.
Il suo profumo inebriava, s’alzava al cielo.
Lei, ignara, protese le mani e lo colse, ahimè
Mentre la terra si spalancava sotto di lei.
Lì dov’era il fiore, improvviso comparve
Il dio degli inferi, che l’afferrò, contro il voler suo
La trascinò e, in lacrime, sui suoi cavalli la portò via.
Lei gridava. Nessuno, mortale o immortale
Ascoltò il suo grido.

 
At 2:59 PM, Anonymous Ideologo Brasazio said...

Una volta c’era un gatto che si era messo a dormire nella macchina di mio nonno.
Una Horizon blu, agghiacciante, chissà dove l’aveva comprata.
Apro e quello si sveglia e si mette a correre per la macchina. Avanti e indietro.

Il gatto non vede i vetri.
Allora corre in avanti e batte una gran craniata sul parabrezza, quindi impaurito scappa verso il sedile posteriore e giù una craniata sul vetro posteriore. Allora riparte in avanti e sbang, c’è sempre il solito parabrezza. Il su e giù continua per quattro o cinque volte, poi riesco a farlo uscire dallo sportello.

Meno male, perchè non sapevo davvero come fare a far smettere quel povero gatto di picchiare testate avanti e indietro.

“Ma che ce l’ha raccontato a fare” (Said - L’odio di Mathieu Kassovitz).

Anche le persone fanno la stessa cosa....

 

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