giovedì, gennaio 10, 2008

Fabrizio

“Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile”
(Fabrizio De Andrè)


Domani 11 gennaio ricorre la scomparsa di quello che ritengo uno dei più grandi poeti della mia generazione.
Poche persone hanno lasciato il vuoto che ha lasciato lui.
Mi piace ricordarlo con una sua frase e con una canzone ....il resto poi come diceva lui viene sempre da se.

Giugno '73

Tua madre ce l'ha molto con me

perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me
La gazza che ti ho regalato è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.

E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
a dirmi "ciao come stai",insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.

I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po' strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
"Sono loro stasera i migliori che abbiamo"
E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
nell'imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano.

E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l'ho già regalato
e lo stesso quei due peli d'elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.

Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.

(Fabrizio De Andre', "Vol. VIII" )

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6 Comments:

At 6:40 PM, Anonymous Manu said...

Come hai ragione luca !


"io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati "

Meraviglioso , dovrebbero farlo studiare per legge nelle scuole

Baci

Ps : nel topic precedente avevi già detto tutto tu...

 
At 7:15 PM, Anonymous Cavozzi said...

Ciao, tutti!
Non conoscevo questa frase di Faber e devo dire che mi descrive in pieno, anche se “in negativo”. Infatti tutti quelli che mi conoscono si chiedono perchè non scrivo mai nulla, pur passando la vita a leggere.

C’è chi ha la bontà di dirmi che se lo facessi, scriverei bene.

Ma non è vero.

In fin dei conti non scrivo perchè non ho paura, non nutro alcuno dei timori descritti da Fabrizio.

Non scrivo perchè non ne sento il bisogno, perchè sto bene così.

In fin dei conti, quindi, non scrivo perchè sono presuntuoso.

Chiaro che si parla dello scrivere artistico, poesie racconti romanzi, gli scritti lavorativi e il blog c’entrano poco.

 
At 7:18 PM, Anonymous la roby said...

Faber era un genio con una sensibilità unica.

Sullo scrivere come dice lui io credo chesi scrive per rubare il tempo -il tempo che si teme, a concezione limitante; e le parole ci danno l’illusione di marcare il cammino.

 
At 7:21 PM, Anonymous lalla said...

Interessante riflessione quella di fabrizio...scrivere, per paura della verità. Interrogare le parole per scegliere le risposte, inventare nuovi accenti per ricordare emozioni, per non perdere ricordi, per costruirsi un’altra esistenza.
E a proposito, ieri sera ho rivisto con piacere “Carlito’s way”, davvero davvero un film meraviglioso, vorticante, malinconico, sui perdenti e su come ti fa sentire quando ti rendi conto che però tu non sei Al Pacino.
Per i malinconici e i nostalgici e quelli che una volta scrivevano tanto, che poi per paura hanno smesso.

Besos

 
At 3:01 PM, Anonymous Albi said...

Penso che per Fabrizio parlino le sue parole :

“quello che non ho sono le tue parole
per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole.”

 
At 5:06 PM, Anonymous Ideologo brasazio said...

Curioso.
Mallinza mi posta un intervista che implicitamente racconta di parole che son foglie che si staccano, e io giusto stamani mi son dimenticato di fotografare l’ultima foglia dell’albero di Giuda accanto alla fermata dell’autobus.

Le parole son tasselli di un codice del quale ciascuno presume, erroneamente, di possedere la soluzione.

Proprio perché dietro ci sta ben altro, così come dietro al silenzio.

Non so se con ciò ho contribuito a prestare una ragione allo sfiorire, comunque, a questo punto, buon pro vi faccia.

 

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