lunedì, dicembre 04, 2006

L'ESTREMA UNZIOINE

È di oggi la notizia che l’ex dittatore, generale, padre padrone cileno Augusto Pinochet è stato colpito da infarto. Il quadro clinico dell’ex dittatore è a tal punto grave che è stato chiamato il sacerdote di famiglia per conferirgli l’estrema unzione.
Il figlio di Pinochet afferma: «Questa è la situazione più grave che ci sia capitata a noi come famiglia e a mio padre come persona. La religione per noi ha un ruolo molto importante, e tanto la famiglia quanto il sacerdote hanno voluto che gli fosse somministrata l’estrema unzione».
Gioire per le disgrazie altrui non è mai una bella cosa ma in questo caso credo sia il minimo che si possa fare! Non sono crudele, o almeno non lo sono quanto lo è stato Pinochet.

Non voglio parlare troppo del povero Salvador Allende, del bombardamento de "la moneda" , del piano Condor e delle atrocità ad esso connesse.
Vorrei invece cercare di essere più pratico : parliamo del "tesoro americano" di Augusto Pinochet .

Il segreto (ma non troppo) "tesoro americano" di Augusto Pinochet era diviso in centoventotto conti bancari: suoi personali, intestati ai familiari o ai militari suoi fedelissimi.
L’ammontare complessivo dei "risparmi" del generale sembra "molto superiore" ai 15 milioni di dollari.
Non è invece segreto e assume addiritture titnte di ufficialità che il suo "Golpe" fu guidato e sostenuto da Kissinger e da varie organizzazioni monetarie Americane per ristabilire la libera economia tra i due paesi destabilizzata dall'elezione Democratica di Allende.
Peccato che il grande miracolo economico cileno guidato dai monetaristi di Chicago portò ad un tasso di disoccupazione del 32%.
Ora nel periodo post Pinochet sono arrivati ad un paese che dovrà abbassare le tasse perchè ha troppo avanzo di bilancio..... altri fanno il contrario....

Ho sempre pensato che dietro ad ogni generale sadico con vene di paranoia e manie di grandezza,dietro ad ogni slogan forgiato di patria onore e morte in realtà si celasse nientaltro che un ladruncolo molto più miserabile del previsto.

E così mi piace ricordare questa estrema unzione : quella di un miserabile ladruncolo in uniforme

25 Comments:

At 1:28 PM, Anonymous Manu said...

Pinochet chi? L'amico personale di Margaret Tatcher e di Henry Kissinger? L'uomo ammirato dai conservatori cileni (e pure qualche italiano, leggasi intervista a Del Noce, attuale dirigente RAI, del 1994) per aver risollevato l'economia cilena?
L'uomo che giustificò tutto la sua storia come difesa del Cile dal comunismo.
Un grandissimo criminale del secolo scorso che stava sfuggendo, per limiti di età, alla giustizia ma non potrà nulla contro il giudizio della storia anche dopo la sua dipartita.

 
At 1:29 PM, Anonymous Gianni said...

Spero che il Giorno del Giudizio arrivi molto presto per Pinochet.

E non aggiungo altro.

 
At 1:34 PM, Anonymous Simo il Toscano said...

Voglio salutare innanzitutto innanzitutto la terza vittoria consecutiva…
del Presidente Hugo Chavez. Avete letto il livoroso articolo dell’orrendo Omero Ciai su questo quotidiano? Ne ricordo uno che parlava della preparazione di una guerra da parte di Chavez stesso contro un paese confinante, e di altre fallaci storie.
Come minimo costui dovrebbe scomparire come corrispondente dall’America del Sud., in quanto nessuna, dico nessuna, delle cose che afferma da anni nei suoi scritti corrisponde a verità, ricorda invece un ammasso di veline di regimi sorretti dagli interessi delle aziende statunitensi.

Inoltre con molta gioia attendo che il LADRO , ASSASSINO , DITTATORE , plurinquisito per crimini contro l’umanità Pinochet se ne vada all’altro mondo con una sentita speranza.
Che costui si ritrovi davanti il povero Allende e che quest’ultimo le faccia un culo quadro per fargli pagare la sua prematura eroica dipartita . Purtroppo i veri organizzatori di quella vicenda criminale sono ancora in giro per il mondo a fare danni e questo tanto mi addolora.

Da ultimo invece, la manifestazione di sabato dei fans dell’ex premier, ancora non sanno che hanno partecipato al suo canto del cigno, adeguatamente maestoso nella scenografia, quanto nel battage pubblicitario.
Chiunque sappia di manifestazioni e comizi, sa benissimo quanta gente entra realmente in piazza San Giovanni a Roma In questo caso la questura ha praticamente indovinato nel dare la cifra esatta, quindi i 2 milioni sono propaganda da veri “bamba” tanto per ricordare l’aggettivo di un titolo di Feltri rispetto ad un corteo di sinistra di tre anni fa, se non fosse che là erano milioni veri ,e di lavoratori, non evasori.
dalle immagini si vedeva benissimo che le strade adiacenti non erano piene, a differenza anche dei concerti del Primo Maggio, vediamo se qualcuno è talmente fesso da contestare queste cifre, qui sul blog.
Questo è stato il suo funerale, faranoico quanto basta, adeguatamente preparato, con i pulman gratuiti che ha portato tutti, ma proprio tutti a farsi una gitarella nella Capitale, in fondo tanti di quelli lì, non sapeva neppure dove fosse quella città tanto odiata quanto ambita.
Insomma niente partecipazione quanto le nostre manifestazioni, che ricordiamo, si tenevano al Circo Massimo, e lì si vedevano dall’alto e dal basso i milioni autentici di manifestanti.
Quindi invito i lettori a non aiutare la cdl a far passare i loro numeri propagandistici, in quanto non ce nè proprio bisogno.

 
At 1:42 PM, Anonymous Cavozzi said...

Se domani dovessi morire, a parte la mia famiglia e qualche amico stretto, nessuno rimpiangerebbe la mia presenza su questa terra, tanto meno Pinochet! Se lui non rimpiange i milioni di morti causati dai suoi programmi economici e dalle sue azioni delittuose (leggi tortura) perché qualcuno dovrebbe rimpiangere la sua presenza su questa terra?!
Ma dico di più, ci potrebbe essere più di uno che festeggerebbe la morte di Pinochet e anche giustificatamente!
Non è sete di vendetta, si chiama giustizia!
Ed è comunque una giustizia parziale che non sanerà mai le ferite e le atrocità inferte da Pinochet ad altri esseri umani come lui!
Atrocità commesse in nome del libero mercato e delle sue fallimentari teorie; è stato un dittatore come Pol Pot, come Stalin, come Reagan…sì…avete sentito bene, Reagan, un uomo che ha sulla propria sporca coscienza più morti di Hitler!
Per chi professa la religione del libero mercato il Cile di Pinochet assolve quasi una funzione religiosa. Viene riconosciuto al dittatore cileno il merito di aver incentivato privatizzazioni, “libero” scambio, deregulation, espansione economica senza sindacati; non importa se qualcuno potrebbe storcere il naso per tutto quel sangue che ha macchiato la terra cilena…anzi i benpensanti sostengono che la globalizzazione è nata dalle canne dei fucili di Pinochet!
Grandi meriti, non c’è che dire…
Ma se invece vi dicessi che quella del miracolo economico di Pinochet, in nome delle torture e del sangue versato, fosse solo una favola in stile Cenerentola o Biancaneve?
Il fallimento delle teorie neo liberiste è ormai sotto gli occhi di tutti ma si continua col monoteismo economico: un esame onesto e circostanziato dimostra come la rivendicazione dei benpensanti, secondo cui il primo “successo” della globalizzazione è il Cile di Pinochet, dimostra chiaramente come si tratti di una “verità” basata esclusivamente sulla ripetizione. Goebbels docet: se ripeti una bugia all’infinito essa diventà verità.
Ecco i fatti.
Nel 1973, anno in cui l’11 settembre (una data a caso!) il generale Pinochet prese il potere con un violento e sanguinario colpo di stato, l’indice di disoccupazione cileno era il 4,3 percento. Nel 1983, dopo dieci anni di libero mercato, la disoccupazione raggiungeva il 22 percento. I salari reali diminuirono del 40% con il governo militare. Nel 1970, prima del colpo di stato, i poveri in Cile erano tanti, il 20% della popolazione; l’anno in cui Pinochet abbandonò la sua carica, i poveri divennero il 40% della popolazione, ovvero il doppio! Che razza di miracolo è mai questo?
Pinochet non distrusse da solo il Cile, c’erano dei validissimi aiutanti che lo sostenevano e lo appoggiavano: brillanti menti economiche e accademiche mondiali, le reclute di Milton Friedman, i Chicago Boys. Sotto l’incantesimo delle loro teorie,il generale abolì il salario minimo, mise fuori legge i sindacati, tagliò l’occupazione pubblica, privatizzò tutto quello che poteva essere privatizzato…vi suona familiare, vero? Non ci avrebbero messo molto tempo gente come Reagan, Thatcher, a seguirlo a ruota, guidati dal fido FMI! E ora attenti a Prodi!
Ma cosa accadde veramente in Cile in quegli anni? Il paese fece un grosso balzo in avanti…verso la bancarotta! Alleggerito dalla burocrazia, dai vincoli delle tasse e liberatosi dei sindacati, dopo nove anni di cura Chicago Boys, il paese stramazzò al suolo e morì. Nel 1982 e 1983 il PIL crollò del 19%…pura e semplice depressione economica! L’esperimento del libero mercato era KO, le provette si erano rotte e il pavimento grondava sangue. Intanto il Dipartimento di Stato americano si affrettava a diffondere rapporti in cui affermava che “il Cile era un esempio di solida conduzione economica, da studiare”. Il Cile di Pinochet era dunque da studiare! I Chicago Bpys persuasero Pinochet che privatizzando le banche e liberandole da qualsiasi restrizione, esse avrebbero attirato capitali dall’estero con cui si sarebbe potuto finanziare lo sviluppo industriale…balle!
Pinochet svendette le banche nazionali (…anche questo vi suona familiare, vero?) ed esse finirono sotto il controllo di due grandi gruppi capeggiati dagli speculatori Javier Vial e Manuel Cruzat.
Essi specularono su queste proprietà e riempirono le banche di titoli spazzatura provenienti da società affiliate: Pinochet lasciò che tutto ciò accadesse senza muovere un dito, peccato che nel 1982 i gruppi di Vial e Cruzat abbandonarono la partita e l’industria crollò, la valuta cadde in deliquio, la moneta locale perse ogni valore. La popolazione era affamata, ma a Pinochet non sembrava importare!
Pinochet, con grande coerenza, abbandonò d’improvviso le teorie neo liberiste dei Chicago Boys, per tornare ad una forte dose di socialismo, eredità del “marxista liberamente eletto” Allende.
Pinochet ristabilì il salario minimo e la contrattazione collettiva con i sindacati, autorizzò un programma pubblico per la creazione di 500mila nuovi posti di lavoro…in altre parole il Cile si salvò grazie ai buoni e antiquati rimedi keynesiani: dieci e lode a Franklin Delano Roosvelt, zero a Ronald Reagan! Addirittura la giunta militare istituì una legge per limitare l’afflusso di capitali stranieri! Il risultato a lungo termine e la crescita che salvò il Cile dalla bancarotta fu ottenuto, coprite le orecchie ai bambini, grazie ad una buona dose di socialismo!
Colui che porta sulla coscienza milioni di persone morte per la fame e la povertà, a causa degli esperimenti liberisti, oggi è in gravi condizioni di salute…propongo di gettare il corpo in pasto ai familiari delle vittime…così anche loro potranno farci i dovuti esperimenti!
Che gliela dessero loro l’estrema unzione!

 
At 1:54 PM, Anonymous Ramones said...

Penso che sia interessante postarvi questo articolo di Luis Sepulveda , una delle sue vittime più fortunate (nel senso che portò a casa la pelle)

CI HAI RUBATO L'ESISTENZA

Sono chiuso in casa da tre settimane per terminare un romanzo, senz'altra compagnia se non quella del mio cane Zarko e del mare, felice tra i miei personaggi, ma dalle prime ore di domenica, ho cominciato a ricevere delle telefonate dei miei amici e amiche del Cile.

"Prepara i calici", mi dicono dal mio lontano paese. Ho pronta una bottiglia di Dom Perignon in frigorifero. È un riserva speciale e me la regalò a questo fine il mio caro amico Vittorio Gassman una sera a Trieste. "Spero che la berremo insieme", mi disse in quell'occasione e sarà così, perché a casa mia c'è un calice che porta inciso il suo nome.

Alla radio, una voce dice che il tiranno sta davvero male e che, a quanto pare, stavolta la Parca se lo porterà all'inferno degli indegni, anche se noi cileni non ci fidiamo mai delle repentine malattie che lo colpiscono ogni volta che deve affrontare la giustizia.

Vorrei essere in Cile tra i miei cari e condividere con loro la spumeggiante allegria di sapere che finalmente finisce l'odiosa presenza del vile che ha mutilato le nostre vite, che ci ha riempito di assenze e di cicatrici. Pinochet non solo ha tradito il legittimo governo guidato da Salvador Allende, ha tradito un modello di paese e una tradizione democratica che era il nostro orgoglio, ma in più ha tradito anche i suoi stessi compagni d'armi negando che gli ordini di assassinare, torturare e far scomparire migliaia di cileni li dava lui personalmente, giorno dopo giorno. E come se non bastasse, ha tradito i suoi seguaci della destra cilena rubando a dismisura e arricchendosi insieme al suo mafioso clan familiare.

L'ex dittatore paraguayano, Alfredo Stroessner, è morto poco tempo fa nel suo esilio brasiliano, pazzo come un cavallo, dichiarando persone non gradite in Paraguay cento persone al giorno i cui nomi estraeva dall'elenco del telefono di Sau Paulo. Pinochet, invece, muore simulando una follia che gli permette fino all'ultimo minuto di fare assegni e transazioni internazionali per nascondere la fortuna che ha rubato ai cileni. Muore amministrando il suo bottino di guerra con la complicità di una giustizia cilena sospettosamente lenta.

Smette di respirare un'aria che non gli appartiene, di abitare in un paese che non merita, tra cittadini che per lui non provano altro che schifo e disprezzo. Ma muore, e questo è quello che importa. La sua immagine prepotente di "Capitán General Benemérito", titolo di ridicola magniloquenza che si autoconcesse, svanisce nella figura dell'anziano ladro che nasconde il suo ultimo furto tra i cuscini della sedia a rotelle. Ma muore, e questo è quello che importa.

Prima di tornare al mio romanzo, apro il frigorifero e palpo il freddo della bottiglia. Poi dispongo i calici con i nomi dei miei amici che non ci sono, dei miei fratelli che difesero La Moneda, di quelli che passarono nei labirinti dell'orrore e non parlarono, di quelli che crebbero nell'esilio, di quelli che fecero tutte le battaglie fino a sconfiggere il miserabile che ha gettato un'ombra sulla nostra vita per sedici anni ma non ci ha tolto la luce dei nostri diritti. Con tutti loro brinderò con gioia alla morte del tiranno.

Di Luis Sepulveda
(traduzione di Luis E. Moriones)

 
At 2:10 PM, Anonymous Joe Strummer said...

Okkei sparirà all'inferno il ladruncolo in divisa ...ma i mandanti? quelli come dice il buon simone da livorno stanno ancora lì a far macelli in giro per il mondo.
Ma non importa, i nostalgici, anche in tonaca cardinalizia, non cambieranno orientamento! D'altra parte chi ha asservito la propria nazione alla politica di altri non può averlo fatto gratis.
E non occorre guardare fuori da questa piccola Italia.

Per quel che riguarda la manifestazione degli evasori : Mai visti tanti pezzi di merda in piazza tutti insieme!

 
At 2:17 PM, Anonymous Manu said...

Simone su quale quotidiano?
ti sei dimenticato il link....

 
At 5:47 PM, Anonymous lalla said...

il Cile fu determinante contro i comunisti e la democrazia che si sviluppava in sudamerica.
Pinochet fu fedele alla casa bianca e di consegueza fu premiata l`economia cilena con la privatizzazione che distrusse migliaia di posti di lavoro.
Le miniere oggi sono in mano del capitale straniero insomma un bel colpo.
con una fava due piccioni:i comunisti ammazzati e le miniere.
Ora però aspetto che la stessa sorte tocchi a H K il vero ideatore dei regimi protonazisti che terrorizzarono il latino america negli anno 70 .

 
At 5:50 PM, Anonymous Anonimo said...

E aspetto la morte del boia pinochet…altro che angioplastica!
Come scordare la foto di lui che abbraccia il Polacco?
Chissà di cosa stanno chiacchierando, là dove saranno ora entrambi, di fronte al giudice estremo, sperando esista? Sotto gli occhi implacabili della testimonianza di monsignor Oscar Romero, abbandonato a crepare sulle scale della sua chiesa…

Immagino le ombre dei desaparesidos, caduti come grappoli di frutti marci in alto mare dagli elicotteri, nascosti dentro fetide fosse comuni brucianti di calce, che allungano le mani mozzate, i corpi torturati da percosse, acqua ed elettricità, che si allungano su di lui, il demoniaco dittatore sostenuto dagli Stati Uniti; le disperate ed eroiche madri della Plaza de Mayo, i pensieri (e forse qualche rimorso, ma è sperare troppo) dell’amministrazione Cia dell’epoca…
Mhhh, che brutto mondo, ma alla fine la livellatrice arriva anche per i dittatori e i loro complici.
Triste solo doversi appellare, in ultima istanza, solo alla giustizia ultraterrena. Altre mani grondano di quello stesso sangue innocente, ma moriranno tranquille senza che giustizia sia fatta. E sempre più la pazienza sarà la virtù dei forti, perché da quella porta passeranno tutti, prima o poi…

 
At 5:51 PM, Anonymous Anonimo said...

Che blog di comunistelli da strapazzo ! cos'è questa la vostra riserva indiana?

 
At 10:35 AM, Anonymous Politically Scorret said...

Siete troppo buoni amici miei

Io spero che non muoia quel fetente di un pinochet!!! Io spero viva per almeno 90 anni sbavando, soffrendo come un cane, dormendo avvolto dal suo pannolone pieno delle sue deiezioni… Come quel maialetto di Sharon….
Scusatemi, in questi casi non esiste l’onore delle armi… avesse almeno pagato per quello che ha commesso… chissà, nell’aldilà si incontrerà con suo amichetto Karol, che gli fece pure la messa privata mentre i suoi sgherri attaccavano gli elettrodi ai coglioni dei suoi “avversari” politici.

 
At 10:38 AM, Anonymous Politically Scorret said...

Ah dimenticavo in merito alla manifestazione di sciacalli e di evasori a roma :

Ma che bel successo quello del nano , dopo la manifestazione di Roma:
Casini saluta e se ne va.
….. Ma non era la sinistra che si doveva rompere ?…
E invece è la destra che va in frantumi .
Siete serviti, e adesso con la Chiesa come la metterà il nano ?..

 
At 10:40 AM, Anonymous Ramones said...

Bisogna vederlo il popolo venezuelano festeggiare. Nel metro di
Caracas un anziano sulla settantina, in testa un improbabile cappellino con
il volto del Che, che copre una pelata color carbone, stringe il braccio di
sua moglie. Gli occhi le brillano di felicità. Tiene a bada una nipotina
minuscola, 3-4 anni, anche lei in camiciola rossa, rojo-rojita come direbbe
il Presidente. Festeggiano Chávez, il loro Presidente. Vanno verso un cerro,
un ranchito, una favela. Questi anni bolivariani hanno dato loro salute,
educazione, ma soprattutto una cosa che gli esclusi di questo paese non
avevano mai avuto prima: partecipazione, il sentirsi parte di un progetto di
paese, la speranza di non essere più esclusi. Non è più il calvinista sogno
americano dell’individualismo neoliberale, è l’essere parte di un progetto
di paese solidale.

In America Latina, nel giro di sette giorni, per due volte i candidati
delle destre, Noboa in Ecuador e Rosales in Venezuela, appoggiati dagli
Stati Uniti, dal neocolonialismo spagnolo del Grupo Prisa e dal sistema
mediatico mondiale, si sono fermati alla metà dei voti dei loro avversari di
sinistra, Chávez e Correa. È un disastro matematico. Tra dittature militari
e neoliberismo in mezzo secolo le società latinoamericane hanno raddoppiato
il numero di esclusi. Questi sono passati da un terzo a due terzi e oggi non
credono più alla retorica del neoliberismo fallito. Nessuno sano di mente
crede più alla balla, ancora oggi ripetuta da eminenti cattedratici nel nord
del mondo, per la quale chiudere scuole e ospedali e ridurre le tasse ai
ricchi sia la miglior maniera di aiutare i poveri. Ancora ieri il Fondo
Monetario Internazionale ordinava di chiudere scuole e mense infantili. I
governanti eseguivano; più impresa e meno stato, più precarietà e meno
servizi pubblici, più privatizzazioni e più poveri. Chi non ricorda
autocrati come Alberto Fujimori, Carlos Ménem, Carlos Andrés Pérez? Tutti
furono eletti con voti di sinistra –Pérez fu perfino vicepresidente dell’Internazionale
Socialista (sic!)- ma tutti, in politica economica e non solo, non si
distinguevano da Augusto Pinochet, che l’inferno non gli sia lieve.

CAMBIO NEL LINGUAGGIO POLITICO Il ventennio neoliberale, per il quale il
genocidio delle dittature fu necessario e propedeutico, è finito. Ed è
finito il 3 dicembre 2006 con Manuel Rosales. Se infatti fino allora la
parte sinistra di sistemi politici bipolari, per vincere si vedeva obbligata
a parlare ed operare come la destra, da oggi è quest’ultima a parlare
(operare chissà) cercando di imitare un discorso politico di sinistra.

Manuel Rosales, il candidato delle destre sconfitto in maniera durissima
da Hugo Chávez ne è un perfetto esempio. E’ un golpista dell’11 d’aprile
2002, uno che si fece fotografare con l’effimero dittatore Carmona nel
palazzo di Miraflores. Ma il suo discorso è stato depurato da qualunque
parola d’ordine della destra economica. Gli spin doctors mandati dagli Stati
Uniti lo hanno trasformato in un socialdemocratico, uno statalista
impresentabile per la buona società che si riunisce a Davos. Gli editoriali
dei quotidiani di destra, dall’Universal al Nacional, sono pieni di
affermazioni paradossalmente pietose: “è insopportabile che in Venezuela ci
sia un terzo di popolazione in estrema povertà”. Peccato che lo scoprano
solo adesso e soprattutto dimentichino che prima di Chávez in povertà
estrema vivevano due terzi dei venezuelani. Oggi sono dimezzati e sono
protagonisti della democrazia partecipativa che è nella Costituzione del
paese.

Anche se Rosales si presenta come un moderno socialdemocratico che prende
i voti della destra golpista, la differenza tra Chávez e Rosales resta
abissale. Mentre dal basso il movimento bolivariano usa lo stato, e
soprattutto l’impresa pubblica petrolifera PDVSA, per generare diritti,
inclusione e sviluppo, il programma di Rosales prometteva di usare lo stato
per creare un clientelismo che ricorda da vicino quello della destra
monarchica di Achille Lauro, che regalava ai sottoproletari napoletani la
scarpa destra prima delle elezioni, con la promessa che la scarpa sinistra
sarebbe stata consegnata ad elezione avvenuta. Il punto centrale del
programma sociale di Rosales, “Mi negra” -già il nome è indiscutibilmente
razzista- ha distribuito in piena campagna elettorale 2.5 milioni di carte
di credito –la scarpa destra- a cittadini poveri. La carta di credito
sarebbe stata attivata -scarpa sinistra- ad elezione di Rosales avvenuta.
Questa avrebbe concesso ai poveri l’inalienabile diritto umano a diventare
clienti di banche private, e avrebbe girato direttamente nelle loro tasche i
soldi che sarebbero serviti per pagare i servizi privatizzati che oggi con
Chávez ricevono gratuitamente.

Ci vuole molto cinismo per accusare Chávez di assistenzialismo per aver
dato impulso alla costruzione, da zero o quasi, di sistemi sanitari e
scolastici pubblici. Ma bisogna essere in malafede per non accorgersi del
gioco sporco e del trasferimento di risorse pubbliche dai poveri –che
sarebbero stati comprati con l’inflattiva illusione di ricevere contante-
all’impresa privata dietro iniziative come “Mi negra”. Il cambio di discorso
di Rosales, che non è stato creduto ed è stato polverizzato elettoralmente
da Chávez, testimonia una svolta epocale. Chávez, i molti Chávez dell’America
Latina, quelli già al governo e quelli che ancora mancano all’appello, a
partire dal Messico, non sono una meteora. E il discorso neoliberale non
compra più nessuno.

 
At 2:16 PM, Anonymous Cavozzi said...

Leggo nel post a firma politically scorret un equiparazione di sharon a Pinochet e rifletto.
Rifletto se sia una equiparazione verosimile e mi dico : si lo è.

Molte volte mi trovo a discutere nei forum e nei blog sul problema del sionismo. Vorrei togliere ogni dubbio sulla mia posizione in merito.
Da un lato penso che “essere di sinistra” sia incompatibile con un qualsivoglia appoggio all’attuale politica dello stato di Israele. D’altro lato non credo sia di sinistra neppure predicare “la cancellazione” dello stato di Israele.

I sionisti hanno molti appoggi, sia a destra che a sinistra, per ragioni culturali diverse. A destra lo stato di Israele è ammirato perché ricco, perché occidentale e perché “deciso” nel proprio nazionalismo. La sinistra invece esalta Israele sulla scorta di un non ben identificato “antifascismo” che farebbe riferimento a Hitler, nemico comune, nella seconda guerra mondiale.

La mia tesi è molto semplice: Israele attua, nei confronti dei nativi palestinesi, un’aggressione che continua ormai da decenni, per difendere un regime di apartheid. Sarebbe ora che gli stati civili mettessero fine a questi soprusi, richiamando gli israeliani a tenere un comportamento di civiltà, attraverso l’integrazione dei nativi palestinesi all’interno dello stato israeliano. Abbattendo muri ed estendendo il diritto di cittadinanza. Posso essere d’accordo nel considerare ormai la terra di Palestina conquistata dagli israeliani. Ma cio’ che mai e poi mai avrà la mia approvazione, è che in quella terra vivano milioni di persone che non hanno il diritto di cittadinanza, il diritto di proprietà, il diritto al lavoro, il diritto alle infrastrutture, il diritto alla pace, come dovrebbero aspirare ad avere i cittadini di un territorio ,pur conquistato, che esiste dal 1948.

Ma Israele,da quella data ha instaurato, nei fatti e nella legislazione, un regime razzista, perché con nessun altro nome possiamo chiamare questa vergognosa condizione in cui vivono i palestinesi.

Non si puo’ essere di sinistra ed approvare questa situazione. Come non si poteva accettare Pinochet e come non si poteva accettare Pretoria. Questo mi sembra un dato oggettivo.
La guerra israeliana viene mistificata come un “pasticcio” a cui “mancano idee per porvi rimedio”. Da decenni si prendono per il culo i palestinesi e l’opinione pubblica con questa storia dei “due popoli e due stati” , salvo poi arrampicarsi su specchi improponibili quando si tratta di “ritagliare” il territorio dei palestinesi. Allora si comincia a ragionare come se si giocasse a monopoli per poi finire con risiko.
Israele è uno stato razzista creato su basi razziste. Quando, ancor prima del ’48, fu occupata la Palestina attraverso acquisti di lotti di terreno da “feudatari” arabi, fu creata l’Organizzazione Sionistica per l’Acquisto del Suolo (Keyet Kayamenet Leisrael, KKL) la quale organizzazione si dette un “regolamento” cui gli ebrei si attennero, che previde di vietare la vendita di terreni a famiglie arabe (quindi molti contadini che avevano dovuto abbandonare le terre si trovarono proibito il potersele ricomprare) nonché di non assumere braccianti arabi per lavorare la terra.
Abraham Granovky (Granott) fu l’agronomo responsabile di queste iniziative che sanno tanto di “lebensraum” nazista. Perché di questo si trattava. Riservare lo spazio vitale ad Ebrei, facendo sì che lo lavorassero con le loro braccia, escludendo gli arabi dalla vita agricola.
Prima del 1947 il KKl aveva acquistato appena il 6,6% del suolo palestinese. Per cui, dal 48, le misure si intensificarono. Leggi israeliane dichiaravano “demaniali” terre che venivano confiscate arbitrariamente, terre che venivan comprate o conquistate in seguito a guerre.
La legge sull’amministrazione della terra in Israele, del 15/16 luglio 1960 dichiarava “demaniali” 18000 kmq su 22255, all’interno dei confino anteriori al 1967.

I kibuzzim e i Moshavim erano forme di lavoro collettivistico della terra. Forme ispirate a criteri socialisti, se non fosse stato che, sia prima che dopo il ’48, da queste forme di economia agricola, gli arabi erano esclusi. Prima da un divieto interno alla comunità ebraica. Successivamente furono proprio le leggi israeliane a suggellare questa forma di razzismo, per cui gli arabi dovevan essere scoraggiati a vivere lì, quindi dovevano astenersi dal lavorare la terra, come proprietari o come braccianti. Bisogna anche dire che, con la formazione dello stato di Israele, per esigenze di profitto, spesso queste leggi (in vigore ancora oggi) sono state trasgredite.
Non mi soffermerò adesso a illustrare come, successivamente al 1948, praticamente tutti i governi israeliani, di destra o di sinistra, abbiano scoraggiato anche l’assunzione della manodopera industriale, agendo sul costo del denaro e retribuendo , a, parità di lavoro, dei sussidi aggiuntivi agli operai di stirpe ebraica, cosicche’ i palestinesi restassero svantaggiati (Dan Diner: problema dello stato nazionale e conflitti nel medio oriente. In tensioni e conflitti nel mondo contemporaneo, Feltrinelli, 1983). Cio’ che mi preme sottolineare è che quando parliamo di Israele parliamo di uno stato che: è la terza potenza nucleare del mondo. E’ il primo nella ricerca scientifica. Un paese ipersvilupato, come gli altri paesi occidentali, che, è vero, ha integrato anche genti di altre stirpi elevandone anche i privilegi, ma in misura davvero irrilevante .Nei fatti: 3 milioni di persone stanno sospesi, fanno parte dello stato di Israele, certo, in attesa dei “due popoli, due stati” . Ma stanno come stavano a Bergen Belsen nei territori del fuhrer, praticamente in un campo di concentramento, continuamente vessati con la scusa della sicurezza degli israeliani.
Sottoumani, Senza diritti, senza medicine, con poco cibo, in certe zone non c’è piu’ l’elettricità. Poi uno dice: come mai si fanno saltare? Come mai (questi bastardi chiavacammelli) hanno votato Hamas?
E intanto Israele rifiuta tutto. Rifiuta le truppe Unifil nei territori occupati. Perché? Aiuterebbero a controllare i terroristi no? O forse le truppe unifil sarebbero testimoni scomodi di un genocidio in atto(che sarebbero costretti ad interrompere)? E come classificare gli “incidenti” con “coloni facinorosi” che accadono ai pacifisti stranieri che vanno la a fare i volontari?
Però , povero, povero, Israele, ha missili puntati sull’Europa. Su tutte le capitali. Quindi noi siamo sotto lo schiaffo di un attacco missilistico (nucleare) senza però avere nessuno che li abbia puntati su di lui, neppure Ahmadinejad, perché lui, il nucleare, non ce l’ha e si vocifera che Israele lo colpirà ben prima che possa solo progettare la prima bomba.

Concludendo: ribadisco l’incompatibilità di ideali di “sinistra”: eguaglianza, democrazia, diritti umani, dignità dell’uomo, con l’adesione alla politica israeliana. Che, peraltro, è la politica più pericolosa che si stia facendo in occidente, che ci condurrà, se continuiamo ad esprimere governi che orgogliosamente ne sono amici, alla terza guerra mondiale.

 
At 2:22 PM, Anonymous La Roby said...

Stefano dio mio quanto scrivi ultimamente!
Tra te e lo zio avete ormai "doppiato" luchino (noto per la sua logorrea ).
Comunque sia
Approvo tutto quanto è stato scritto nel tuo ultimo post.
Sebbene abbia gli occhi gonfi dopo averlo letto devo dire che è
un post molto intelligente e molto realista.
Considero anche io la politica di Israele (una democrazia in stile occidentale con parlamento eletto democraticamente) una delle politiche più biecamente aggressive e pericolose per la stabilità internazionale.
Ritengo Israele responsabile dell’aumento e della recrudescenza delle peggiori forme di integralismo religioso (vedi Hamas) e a parte quei quattro sionisti invasati (molti se ne trovano qui sui blog) molti amici e colleghi ebraici (per lo meno qui a Milano) la pensano così anche se lo sussurrano tra i denti per ovvi motivi.
Purtroppo Israele è nelle mani di questa frangia di invasati (non tutti sono così fortunatamente) che tutto hanno in mente tranne che cercare una risoluzione diplomatica (vedi omicidio Rabin) dando luogo così alle peggiori risposte dalla parte avversa.
Stefano hai ragione e i quattro destrorsi filo sionisti che fanno comunella con Romagnoli per le vie di Roma in chiave anti rifondarola non si rendono conto che Israele si sta purtroppo autodistruggendo da sola (demograficamente è già stata schiacciata) e che l’andare a far merende con i fascisti alla maniera della Nirenstein non procura altro che generare odio su odio.

 
At 2:31 PM, Anonymous Lumbard d'o sud said...

Assaframaronn'!!!!
Ste' mo pure tu scrivi questi post kilometrici??? non ci bastava Ramones ? adesso che luchetto si era dato na ragolata vi state sfogando voi?

Comunque veniamo a noi

1)A proposito del sig. Sharon, egli e’ ormai fuori dalla politica da tempo. L’attuale politica dello stato d’Israele e’ decisa da una partito, Kadima, che l’on Rutelli solo pochi mesi fa ha indicato come un modello da seguire per il futuro costituendo “partito democratico”(stamm'appuost')

2)QUALCUNO di voi ha letto oggi su Repubblica le panzane di Scaramella ?
La cosa più triste è vedere un personaggio come Guzzanti infognarsi scientemente in questo merdaio.
O come quell’altro , Cordova…
A questo punto viene da pensare che quello che Martelli e i socialisti dicevano all’epoca contro questo magistrato fosse tutto vero .

3)a proposito di miti che crollano, anche quello della superpotenza autoproclamatasi poliziotto del mondo che cala le brache davanti a quattro caporioni infuriati non e’ male.
Purtroppo per noi ci tocchera’ un’altra dose di film di rambo ad effetto catartico-lenitivo
(”…abbiamo vinto le battaglie ma perso la guerra per colpa di quelli li a washington..” )

Statem' buon!

 
At 4:59 PM, Anonymous miguel merdinez said...

Scusate non è per interrompere le vostre interessanti disquisizioni socio politiche ma è accaduto un fatto stranissimo.
Dopo aver consumato del sushi ho emesso un piritazzo schitteolento nonchè radioattivo che ha reso impraticabile tutta la zona da piazzale bologna fino al quartiere Talenti.
E' stato da me ribattezzato ATTILA vs HIROSHIMA a causa dell'enorme danno causato all'ecosistema circostante.
Ora però il problema è il seguente:
Essendo stato di recente a Londra
ho il forte timore che il luminescente fenomeno sia spiegabile solo come Piritazzo al polonio.....vado a farmi fare un analisi al contatore geiger sempre che non mi scappi qualche altra colata lavica tra le mutande in grado di generare deiezioni infettive!

 
At 6:02 PM, Anonymous Ramones said...

All'amico Beppe un caloroso abbraccio.....anche alla roby mando un bacio ed al mio compagno di logorrea : il cava che trovo sempre più in forma che mai .
Beppe puoi firmarti lumbard d'o sud ma se apri con il tuo classico assafaramaronn ti si riconosce subito...lo sai che qui siamo tutti terruncielli trapiantati.
Ebbene amici non è questione di scrivere tanto ma su alcuni argomenti bisogna approffondire.
E' necessario farlo.....
Ormai le veline di regime che passano rendono tutto il contrario di tutto.
Nassyria ad esempio , vengono criminalizzati i giovani dei CSOA che gridano 10-100-1000 ma mai e dico mai è stata paventata la grave responsabilità del precedente governo Italiano nell'avere accettato in toto di inviare giovani nel pantano Iraqueno senza l'egida dell'ONU ma solo per puro servilismo allo stronzo texano.
Qui in Olanda addirittura assistiamo ad una farsa che ha dell'incredibile :
Undici anni dopo il massacro di Srebrenica da parte delle truppe serbo bosniache del macellaio Ratko Mladic, la ferita torna a bruciare. I familiari delle
vittime hanno protestato all’Aja contro la decisione del governo
olandese di decorare i caschi blu che assistettero senza intervenire
all’esecuzione di circa otto mila abitanti della locale enclave muslumana.

Un’iniziativa del ministro olandese della difesa, Henk Kamp, per riabilitare i soldati divenuti simbolo del fallimento della missione dell’Onu. “Per anni e del tutto ingiustamente, siete stati ritenuti colpevoli a titolo personale per non aver protetto gli abitanti di Srebrenica”, ha detto Kamp nel corso dell’evento, a Assen. “Siete stati
lasciati soli. E quel che è peggio, siete stati abbandonati dagli stessi politici che vi affidarono quel compito impossibile”.

L’enclave muslumana di Srebrenica era stata posta sotto la protezione
dei caschi blu olandesi nell’aprile del ‘93. Ma nel luglio ‘95 cadde
nelle mani del generale Mladic, che fece eseguire quello che il
tribunale internazionale ha definito un genocidio.
Io la definisco un orrida macelleria degna dei peggiori anni Hitleriani.
Le truppe olandesi, in sottonumero e con l’ordine di sparare solo per
legittima difesa, non erano in grado di opporsi ai soldati di Mladic.
Un’inchiesta indipendente contribuì a scagionarle, attribuendo la responsabilità politica dell’accaduto al governo olandese e ai vertici delle Nazioni Unite.

Purtroppo molti sono però i racconti di soldati olandesi che vendevano la munnezza dei loro pranzi ai profughi a 10 dollari a sacchetto , molti altri i racconti della strafottenza dei caschi blue olandesi.

Oggi la destra Olandese al governo è capace di rendere dei martiri e degli eroi soldati che in fin dei conti videro massacrare una popolazione indifesa e lucrarono anche sulla loro fame.

La verità come vedi può essere trasformata in mille altre verità da una stampa amica....per questo credo sia necessario a volte leggere fino a quando gli occhi bruciano.

Ora smetto vi bacio e vi saluto assafaramaronn,! he he he

 
At 6:13 PM, Anonymous Cavozzi said...

Ciao Beppe io non ti avevo riconosciuto.
Per quel che riguarda il punto 3 del tuo post ti posso dire che
non si tratta di quattro caporioni infuriati.
Si tratta del resto del mondo.
Per i gendarmi del mondo è quasi
peggio che nel Vietnam, dove almeno Francia, Germania erano neutrali.
Tutti vogliono controllare l’Iraq, cinesi, russi, sauditi, siriani, iraniani, francesi, tedeschi.
E` un po' come i paesi bassi nel 1500. Il piu’ grande impero dell’epoca, lo spagnolo ci si e` rovinato, perche’ aveva tutti contro.
Vedrai che faranno (oltre a inventare nuovi Rambo come dici tu)Cercheranno di accelerare una tripartizione dell’Iraq, conservando almeno la parte curda che gli e` fedele, e mollando il resto a iraniani e sunniti,e il buon spernacchiato George dabliu bush dirà " che si scannino tra loro".Tanto ormai il suo canto del cigno è stato emesso da tempo.

 
At 11:25 AM, Anonymous Francesca said...

Visto che mi avete cercata ora mi tenete; Pinochet è morto ieri ed io come vedete arrivo sul pezzo
Non provo mai piacere per la morte di nessuno. Mi dispiace solo che sia morto, nel suo letto ,nella sua casa, senza aver subito un processo serio sui crimini contro l’umanità che ha commesso.
Mi dispiace che non abbia pagato con un solo giorno di carcere i suoi crimini e che fino a non molti anni fa, dopo la caduta del suo regime girava il mondo accolto come un buon amico, da alcune cancellerie europee e americane.
Non essendo certa dell’esistenza della giustizia divina avrei preferito che intanto avesse fatto il suo corso quella terrena.

Non entro nel merito degli altri discorsi .

Un saluto ed un bacio a tutti/tutte e anche a Beppe che non vedo da anni ma che sono felice di riabbracciare almeno virtualmente.

 
At 11:32 AM, Anonymous Gianni said...

Ciao traspa Bentornata .
Condivido in pieno il tuo post , sicuramente un credente potrebbe consolarsi pensando che Lucifero stia preparando la griglia ma è effettuivamente irritantre pensare che quello stronzo assassino l'abbia fatta franca fino alla morte.

Ed in tema di aldilà e di cattolici diciamo le cose come stanno: un enorme vaffanculo crepate! a tutta la congrega pedofila del vaticano che ebbe il coraggio di mettere un papa sul balcone del dittatore cancellando per sempre le speranze di un popolo, peraltro molto cattolico…con la speranza di una veloce implosione della religione cattolica e di tutti i suoi dogmi inutili….Le chiese in fondo sono già vuote, la spallata finale tocca alle nuove generazioni!

 
At 11:40 AM, Anonymous Manu said...

ciao Francy !!!!
Hai ragione sulla giustizia/ingiustizia terrena
Se penso allo scempio che costui ha fatto in cile ,
Se penso alle orrende scene dello stadio di santiago uguale ai tanti campi di sterminio tedeschi ,
Se penso alle mani tagliate di chi suonava canzoni non gradite, tale Victor Jara...la sua "te recuerdo amanda" è forse la canzone d'amore (e politica) più bella che ho mai sentito,
Se penso al povero S. Allende ( scomodo agli usa)asserragliato a la moneda ,
Se penso a Pablo Neruda in esilio (lui e’ ancora il cile con le sue poesie),
Se penso che chi lo appoggio’ in questa carneficina progettata a tavolino e realizzata con il sangue prese il PREMIO NOBEL PER LA PACE!!!!!!

Se penso a tutto questo non posso che sentirmi incazzata perplessa e delusa della nostra incapacità di giustizia.

 
At 11:46 AM, Anonymous Lumbard d'o sud said...

Vi posto quello che ha scritto la mia amica Serena in una nostra mailing list penso che ci sia poco da aggiungere:

"Cari amici e compagni
Non c’è molto da festeggiare.
Per me, che non sono credente, è un ennesimo fallimento dell’uomo. Dell’uomo giusto. Questa “persona” è morta in un letto d’ospedale e non ha mai pagato per tutti gli orrori di cui è stato mandante.
La giustizia è stata negata a tutte le famiglie che sono state divise, ferite, annientate, soltanto per le le loro idee.
Chi ha vissuto qegli anni ricorda bene le immagini di file interminabili di persone addossate ai muri con le mani sopra la testa, con i militari alle loro spalle, pronti a colpirli con il calcio dei fucili se solo si fossero mossi.
Molti di loro erano colpevoli soltanto di passare per una strada, altri erano colpevoli di essere appartenuti ad una diversa classe politica.
Per questo non festeggio la morte di questo individuo che con tutte le sofferenze che ha fatto patire a migliaia e migliaia di persone non ha pagato un solo giorno.
Il termine “desaparecidos” qui in Italia, è diventato di uso comune dopo il golpe militare in Cile e, purtroppo, abbiamo continuato ad usarlo anche negli anni successivi per la tragedia argentina.
C’è una generazione in Italia che ricorda l’11 Settembre da molto prima del 2001…"
Serena

Ps : Ciao Francesca è tanto che non ti vedevo non mi ricordavo nemmeno che ti chiamavamo Traspa ..
Assafaramaronn sto invecchiando

 
At 11:57 AM, Anonymous Cavozzi said...

È morto Pinochet
ne danno il triste annuncio
Henry Kissinger,George Bush senior,Richard Nixon e tanti altri nazisti americani, nascondendosi dietro la bamdiera più sporca di sangue innocente,cioè quella a stelle e strisce.

Anche io saluto la traspa e ne condivido il post;ma ancor più condivido il post di Gianni!

Trovo strano che non ne dia il triste annuncio il VATICANO.
Mi chiedo come mai in questi giorni, nessuno ricorda la visita di papa Woytila (quello che vogliono fare santo subito) a Pinochet e la foto che li ritrae abbracciati.
Questi sono i ” campioni” del cattolicesimo che la Chiesa ama e sostiene!!!

 
At 7:25 PM, Anonymous Ramones said...

QUESTO VALE PIU DI OGNI PAROLA :

Sicuramente questa sarà l’ultima opportunità in cui posso rivolgermi a voi.

La Forza Aerea ha bombardato le antenne di Radio Magallanes.

Le mie parole non contengono amarezza bensì disinganno.

Che siano esse un castigo morale per coloro che hanno tradito il giuramento: soldati del Cile, comandanti in capo titolari, l’ammiraglio Merino, che si è autodesignato comandante dell’Armata, oltre al signor Mendoza, vile generale che solo ieri manifestava fedeltà e lealtà al Governo, e che si è anche autonominato Direttore Generale dei carabinieri.

Di fronte a questi fatti non mi resta che dire ai lavoratori: Non rinuncerò!

Trovandomi in questa tappa della storia, pagherò con la vita la lealtà al popolo.

E vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente.

Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza.

La storia è nostra e la fanno i popoli.

Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi per la lealtà che avete sempre avuto, per la fiducia che avete sempre riservato ad un uomo che fu solo interprete di un grande desiderio di giustizia, che giurò di rispettare la Costituzione e la Legge, e cosi fece.

In questo momento conclusivo, l’ultimo in cui posso rivolgermi a voi, voglio che traiate insegnamento dalla lezione: il capitale straniero, l’imperialismo, uniti alla reazione, crearono il clima affinché le Forze Armate rompessero la tradizione, quella che gli insegnò il generale Schneider e riaffermò il comandante Ayala, vittime dello stesso settore sociale che oggi starà aspettando, con aiuto straniero, di riconquistare il potere per continuare a difendere i loro profitti e i loro privilegi.

Mi rivolgo a voi, soprattutto alla modesta donna della nostra terra, alla contadina che credette in noi, alla madre che seppe della nostra preoccupazione per i bambini.

Mi rivolgo ai professionisti della Patria, ai professionisti patrioti che continuarono a lavorare contro la sedizione auspicata dalle associazioni di professionisti, dalle associazioni classiste che difesero anche i vantaggi di una società capitalista.

Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che cantarono e si abbandonarono all’allegria e allo spirito di lotta.

Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo ha fatto la sua comparsa già da qualche tempo; negli attentati terroristi, facendo saltare i ponti, tagliando le linee ferroviarie, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, nel silenzio di coloro che avevano l’obbligo di procedere.

Erano d’accordo.

La storia li giudicherà.

Sicuramente Radio Magallanes sarà zittita e il metallo tranquillo della mia voce non vi giungerà più.

Non importa.

Continuerete a sentirla.

Starò sempre insieme a voi.

Perlomeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno che fu leale con la Patria.

Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi.

Il popolo non deve farsi annientare né crivellare, ma non può nemmeno umiliarsi.

Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino.

Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui il tradimento pretende di imporsi.

Sappiate che, più prima che poi, si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore.

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento.

Santiago del Cile, 11 Settembre 1973.
Salvador Allende ultimo messaggio radiofonico

 

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