giovedì, maggio 15, 2008

Omologazioni e Cecità

In questi giorni preparando una lettura di Pier Paolo Pasolini per una serata richiestami da Amnesty international .

Sono rimasto colpito da questa lucida analisi dello stesso :

" Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole.
Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati.
L’abiura è compiuta.”
(P.P.P., Scritti corsari, Milano, Garzanti 1975)


Contemporaneamente ho ripensato ad un libro di Josè Saramago
" Cecità" .

Cecità è un gran libro…. la sua metafora è uno splendido esempio della recrudescenza di questa società prevista da Pasolini

Cecità è credere in maniera opulenta di vedere ma non rendersi conto di quanto tutto ciò che vediamo sia sempre filtrato da una “enorme lente” patologica. Allora il giusto è quello che crediamo essere il giusto solo per il fatto che ci è stato imposto per saturazione

Ci mettiamo i nostri limiti, oltre ai quali non guardiamo.

Cecità non è una malattia, nel senso che non vi è cura
Anzi, per molti i paraocchi sono rassicuranti muri di difesa.
Anche rendendosene conto, darsi da fare per vedere davvero oltre è uno sforzo che non è detto premi; a volte poi il rischio è quello di non capire, ed allora che gusto c’è a sforzarsi di guardare meglio qualcosa al di fuori della nostra portata?

Ed eccola allora in questi giorni la nuova cecità :
gli zingari ci rubano i bambini, gli stranieri ci rubano il lavoro, i rumeni ci violentano le donne , i culattoni ci aspettano al buio per incularci, i drogati ci distribuiscono le carmelle drogate e il lupo ci aspetta nel bosco mentre andiamo a consegnare la torta alla nonna.

E così avanti di questo passo i rifiuti non vengono gestiti dai clan , la mafia da lavoro e tiene puliti i quartieri, i politici non sono collusi con la mafia , il falso in bilancio non è reato, e forse addirittura la mafia non esiste mentre le armi di distruzione di massa in Iraq esistevano anche se non le han mai trovate!

Cecità è anche stare al gioco , in questo gioco al massacro dove chi non la pensa come te viene appiattito raso al suolo!

Non esiste nessuna Bomba H , non è la violenza di Hiroshima , è solo sottile persuasione , crudele appiattimento culturale : un po' come Cassandra, che vedeva il vero ma era condannata a non essere creduta dai ciechi di spirito.

Cecità è sopratutto stare al gioco , tacere , fingere di non vedere , eliminare il confronto o il contrasto , omologare le differenze, pretendere che non debba esista nessun altro modello che non sia il tuo.

Ecco cosa sta succedendo in questa società , ecco cosa si sta realizzando politicamente in quella che è il nuovo progetto di partito democratico, questa è il vero risultato della nuova linea di Veltroni.

Complimenti.....

10 Comments:

At 2:36 PM, Anonymous ninettovero said...

ciecamente, digrigno furibondo

 
At 2:39 PM, Anonymous Ideologo brasazio said...

Basta di Uolter Veltroni e di quell'accozzaglia di vuotume che sta dietro al PD non voglio parlare...
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Cecità :Associazioni d’idee (oggi va così…): cecità, funes, bluvertigo e ancòra funes… ci si guarda intorno chiedendosi se si vede tutto ciò che c’è… o se forse c’è una luce buia che i nostri occhi non vedono… scopro che funes (l’astronomo del vaticano) non esclude possa esserci una qualche forma di vita su marte (corroborato in tal senso dai bluvertigo più emaciati…)… e insomma se l’astronomo ufficiale dice una cosa del genere ci si sente più ciechi di prima…
*
l’altro funes è ovviamente il funes di borges (cfr. Finzioni) che dopo una caduta da cavallo comincia a ricordare tutto ciò che non solo legge o vede… ma ricorda ogni piccola cosa per sempre (se non sbaglio il paragone è ‘come noi percepiamo e focalizziamo tre bicchieri su un tavolo, funes percepisce tutti i grappoli e tutti gli acini di un vigneto…)… e funes si proclama felice di questo prodigio causato dall’incidente a cavallo, poiché ora non è più cieco… e il narratore del racconto si chiede ‘chissà quante stelle vedrà lui in cielo…’
*
tutto questo si conclude nella mia mente in una considerazione tanto futile quanto granitica nella mia mente: la cecità è esercizio estremo di vanità…

 
At 2:48 PM, Anonymous Manu said...

grazie Liuk , è inquietante leggere PPP e vedere come quasi 40 anni fa avesse centrato in pieno quel che succede oggi nella italica società.

Per questo è scomodo ancora oggi, oggi sua parola è perfetta come analisi.

La cecità di cui parli (quella di saramago), di cui è impregnata questa società e inseguendo la quale sta avvendendo la mostruosa trasformazione del centro sinistra a volte può trovare un forte deterrente nel tornare a leggere le analisi dello stesso Pasolini.

Un abbraccio

 
At 2:53 PM, Anonymous Orso Bruno said...

la cecità è esercizio estremo di vanità

hai ragione Ideologo, infatti trovo irresistibile l’Arcuri, che è un poco miope, quando socchiude gli occhi per mettere a fuoco.


Per il resto : perse le elezioni dai komunisti e allora siamo in un mondo di ciechi....fatevi meno canne!

 
At 6:41 PM, Anonymous PaleMMMitana said...

ehi luca ti sei dimenticato un'altra cosa...

cecità è quando pur di far operare tuo figlio il medico non ha importanza se ha commesso truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, concussione e reato verso minorenni....

 
At 11:47 AM, Anonymous Ramones said...

Ma in questo mondo tutti siamo ormai ciechi di spirito.

Non è un mea culpa il mio

Però credo che a parte "Cecità" (rimanendo alle opere del maestro lusitano, credo che “saggio sulla lucidità” sia ancora più attinente ai tempacci di cacca cha viviamo)
sia molto più potente quella parte di pasolini estremamente preveggente del mondo che verrà e che è ormai venuto.

L'omologazione fa in modo che tutti nel bene o nel male perdiamo una capacità critica personale.

Perdiamo identità culturale , omologati nell'essere volenti o nolenti consumatori e nell'accettare con una imposizione di questa dittatura dolce.

Alla fine siamo costretti a piegarci e diventiamo tutti ciechi...a parte brunetto che sembra diventare pirla in maniera eclusiva.

 
At 11:50 AM, Anonymous Albi said...

Ciechi che, pur vedendo, non vedono.
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e così alla fine ci si è decisi a parlare dei giornalisti
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A proposito di Pasolini ho visto Uccellaci e uccellini ...un film incredibile !

 
At 1:02 PM, Blogger ambrojjo said...

Anche io vedo molto attinente la citazione di Pasolini.
La cecita' mi sembra una - molto poetica - conseguenza dell'omologazione.
I mezzi di informazione e propaganda appiattiscono tutto e ci vuole uno scudo di coscienza, di personalita' e di indipendenza per non lasciarsi omogeneizzare.
La sfida sara' quella di insegnare ai nostri figli (urgh, l'ho detto) a diffidare della pubblicita' e a sentirsi a loro agio anche in una minoranza.

 
At 2:58 PM, Anonymous Pau said...

ambroijo sarà dura insegnare ai figli qualcosa che noi stessi fatichiamo ad assimilare.

In questo schifo ci siamo entrati noi a piedi pari e mo ci abbiamo pure la linea buonista del piddì ...mavaffanculo pure al piddì (scusate il turpiloquio ma poi mi passa)

 
At 5:01 PM, Anonymous ninettovero said...

digrigno furibondo, ma campione d’Italia

 

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